PROGETTO WINDHORSE ITALIA

Presentiamo qui un estratto del progetto “Windhorse Italia” presente nel volume “Investire in psicologia – come gli psicologi fanno risparmiare la Collettività”, ENPAP 2017, pag 73.

DESCRIZIONE DEL PROBLEMA

Il progetto è relativo al trattamento e alla cura di pazienti psichiatrici medio-gravi con una modalità di intervento domiciliare integrata, secondo i principi del “Modello Windhorse” di Edward Podvoll. Trattasi di progetti individualizzati ed integrati “fatti su misura” in un’ottica di accoglienza e attenzione profonda, utilizzando la relazione e l’attenzione al “qui ed ora” come strumenti per ritrovare l’equilibrio perduto.

Il training per gli operatori è basato sulla mindfullness e su tecniche mutuate dalla Gestalt, e permette di entrare in contatto con i soggetti e le loro famiglie in modo gentile ma profondo, rispettandone i tempi e le modalità.
Questo, oltre a produrre un significativo risparmio economico rispetto ad un inserimento tradizionale in comunità, valorizza le abilità e peculiarità di ciascun soggetto, in un’ottica che vede la “guarigione” come il raggiungimento di un equilibrio più funzionale alle esigenze del soggetto stesso, in continua evoluzione.

Le equipe Windhorse si costituiscono sulla base delle necessità del paziente ed in genere prevedono figure di psicoterapeuti, psichiatri, e la figura del “Basic Attender”.
La presenza di equipe di questo genere ha un impatto positivo sul territorio sia perché i pazienti non vengono sradicati, sia perché la presa in carico concerne tutto il nucleo familiare, e il benessere ricercato è quello di tutto il nucleo, i cui componenti sono coinvolti in incontri periodici con le equipe.

Le stesse equipe hanno incontri periodici secondo modalità concordate in cui vigono gli stessi principi di ascolto di sé e dell’altro che si praticano sia durante le sessioni di psicoterapia Windhorse (anche queste a domicilio) sia durante i turni di Basic Attendance. Si viene così a creare un “ambiente Windhorse”, una sorta di comunità dove l’ascolto reciproco è coltivato.

Soggetti portatori di disturbi psichici medio gravi quali disturbi psicotici, bipolari o borderline di personalità e familiari coabitanti con loro.

TERRITORIO D’INTERVENTO

Regione Piemonte, province di Torino e di Biella.

VISIONE E TEORIA DEL CAMBIAMENTO

Il “cambiamento desiderato” viene definito con le persone direttamente coinvolte, e potremmo genericamente definirlo come “miglioramento dell’equilibrio raggiunto”; equilibrio che consideriamo dinamico e in costante arrangiamento.
Elementi chiave sono la centralità dei soggetti e il loro reale equilibrio, che dal loro punto di vista potrebbe essere anche un non cambiamento, almeno agli occhi degli operatori. L’”ingresso gentile” dei Basic Attender nella casa e nella vita dei soggetti coinvolti è di per sé, poiché integrato nella quotidianità, foriero di cambiamento, e lo strumento è la relazione. Una relazione reale e, in un certo senso, paritaria, (pur essendo, inevitabilmente, d’aiuto) e pertanto molto più esportabile agli altri modelli relazionali della vita dei soggetti.

Il modello è sperimentato dal 1984 in Colorado e poi in altri stati USA. In Europa a Vienna dal ’94, Svizzera, Germania, e, in Italia, dal 2009, dalla nostra Associazione.

ATTIVITÀ E STRATEGIA

“Turni” della durata di tre ore da parte dei “Basic Attender” – persone formate attraverso uno specifico training basato su mindfullness e tecniche d’ascolto mutuate dalla Gestalt, ma anche utilizzate nei training per attori e danzatori – da una a tre volte la settimana

  • – Sessioni frequenti (una o due a settimana) di Psicoterapia contemplativa (Windhorse – Edward Podvoll)
  • – Incontri mensili fra paziente, famigliari e tutti i membri dell’equipe con modalità tipo “Consiglio” (utilizzo del “bastone parlante”) o di “Open Dialogue” (Jacco Sekkula)

SOSTENIBILITÀ FINANZIARIA E RISPARMIO PUBBLICO
A partire da quanto enunciato finora si individuano quattro fasi progettuali così articolate:

  • – raccolta e analisi del bisogno e delle eventuali risorse disponibili
  • – progettazione dell’intervento e composizione dell’equipe Windhorse
  • – realizzazione del percorso individualizzato
  • – verifica del progetto e valutazioneI costi del progetto si concentrano quasi unicamente sulla terza fase e sono quantificabili in circa € 2.400/mese.
    In genere tali interventi si sviluppano in un arco di tempo medio/lungo, è quindi serio ipotizzare un budget capace di coprire un arco di tempo di almeno 24 mesi. L’associazione Accordo non dispone di risorse economiche proprie da destinare a tale progetto; la ricerca di fondi pubblici e privati è la principale fonte di finanziamento possibile. Laddove l’utente in carico al progetto dispone di proprie risorse si valuta insieme ai suoi familiari la disponibilità a partecipare ai costi. Dove sia riconosciuto alla persona l’assegno di accompagnamento, sempre in accordo con la persona ed i suoi congiunti, si considera l’ipotesi di investirlo nel progetto, restituendo così a tale beneficio economico il suo più corretto significato.Se consideriamo come costo medio mensile di una struttura residenziale privata € 4.140 ed € 6.900 per un reparto psichiatrico, e il costo medio mensile di un progetto Windhorse in € 2400, si stima un risparmio medio mensile di € 1.740 rispetto a una
    struttura residenziale privata e di € 4.500 rispetto a una struttura psichiatrica.74
INVESTIRE IN PSICOLOGIA Come gli Psicologi fanno risparmiare la Collettività

 E’ possibile scaricare tutto il volume a questo link: https://www.enpap.it/DOC/Ebook_ENPAP-Investire_in_Psicologia.pdf